Ciao, benvenuto!
Lavorare su SUPERCHOPS sarà una bella sfida, che richiede impegno, costanza, disciplina. La contropartita è l'acquisizione di una tecnica "super", e di una scioltezza improvvisativa assoluta. Come lo descrive Gianfranco Diletti: "pensare in fretta per suonare veloci".
Proprio per questo, sono necessarie alcune conoscenze di base che forse è utile rispolverare, e questa introduzione vuole servirti esattamente a questo scopo.
Quello che trovi in queste pagine è un "concentrato" che racchiude i principali meccanismi musicali alla base della tonalità (maggiore e minore).
Chiaramente, pretendere di condensare svariati secoli di musica tonale in poche pagine sarebbe un'idea insensata, e pure un po' infantile: lo scopo di questo fascicolo, perciò, è essenzialmente quello di metterti in mano una visione d'insieme, una sorta di "blocco d'appunti" a cui poter fare riferimento, se serve e quando serve.
Alla fine, nell'ultima pagina, trovi anche un test di autovalutazione per vedere su che cosa ti conviene lavorare in attesa di cominciare con il programma vero e proprio…
Ecco il programma completo di quello che hai a disposizione in queste pagine:
Ogni volta che suoni due note, stai suonando un intervallo! Capisci da solo quanto è importante conoscerli a fondo... Qui diciamo solo due parole, giusto per iniziare a prenderci confidenza:
La QUANTITA'
Quanti 'nomi-di-nota' sono compresi? Quante dita mi servono per contarli?
Qualche esempio:
NB: non importa se le note sono naturali, diesis o bemolle per determinare la quantità!!
La QUALITA'
Quanto è ampio l'intervallo di cui ho stabilito la quantità?
Perché questi nomi? Ci sono un sacco di ragioni, ma fondamentalmente dobbiamo accettare il
fatto che nel corso dei secoli la nomenclatura degli intervalli si è sviluppata così: non è
il modo più logico, ma ci tocca tenercelo!
NB: ricorda sempre di calcolare prima la quantità!!
Ogni accordo della tonalità ha una sua "funzione" che corrisponde emotivamente ad una sensazione di riposo, di movimento o di tensione.
I 3 accordi maggiori (I, IV e V), presi assieme, contengono tutte le 7 note della scala, e perciò da soli bastano a definire il "senso della tonalità". Ciascuno dei 3 ha delle caratteristiche "emotive" piuttosto definite:
I (tonica): casa, riposo, punto d'arrivo
Giri tipici:
I, V, I: stornelli, ninne-nanne, canzoni popolari
E gli altri accordi? Diciamo che da un punto di vista (di ascolto…) funzionale, possono essere tutti raggruppati nelle 3 "famiglie" capitanate ciascuna da uno dei tre accordi maggiori…
famiglia di tonica
dà una sensazione di "casa", di riposo, di "punto di arrivo" (molto più che "punto di partenza"); in questo gruppo sono compresi l'accordo di I grado (ovviamente...), ma anche quello di vi grado e quello di iii grado (meno ovvii, ma in contesti armonici contemporanei possono tranquillamente interscambiarsi, tanto sono simili... e non si parla di questioni teoriche astratte, ma di faccende da ascoltare!!)
famiglia di sottodominante
dà una sensazione di "movimento", come un allontanarsi da "casa" per incamminarsi verso territori meno stabili... non c'è ancora vera e propria "tensione", è più... prepararcisi. Qui c'è ovviamente l'accordo di IV grado (chiaro...), ma c'è pure l'accordo di ii grado (senti, poi valuta tu perché possono essere raggruppati assieme: entrambi si allontanano dalla sonorità di tonica, ed entrambi sembrano intrdurre la...)
famiglia di dominante
questa è tensione allo stato puro, terremoto, hitchcock... tutta "colpa" dell'accordo di V grado, che sembra pigliare l'orecchio a calci nel didietro per spingerlo verso la tonica!! (a sua volta, per uno strano scaricabarile armonico, lui potrebbe obiettare che è tutta "colpa" del tritono interno tra 3a e b7a...) Fatto sta che la sensazione è di urgenza, l'orecchio tende a reclamare subito la tonica! E lo stesso tipo di sensazione, in qualche modo, lo dà il vii° grado (poco usato, in questo ruolo, ma piuttosto efficace...)
La tonalità minore è parecchio più complessa di quella maggiore: non c'è una sola scala di riferimento, e pertanto si moltiplicano le difficoltà… ma anche le opportunità!
La scala fondamentale della tonalità minore è la scala minore naturale:
Armonizzando la scala minore naturale, ecco cosa viene fuori:
Se proviamo a fare un confronto 'all'americana' con la scala maggiore, la scala minore naturale presenta due 'punti deboli', uno melodico e uno armonico:
In un certo senso, perciò, la scala minore naturale soffre di una congenita 'mancanza di tendenza risolutiva': sia sul piano melodico sia su quello armonico, non ha abbastanza 'forza' per incoronare la tonica come 'regina' incontrastata del proprio 'regno'!
Visto che entrambi i problemi risiedono fondamentalmente nel 7° grado (che è anche la 3a del V: se non ti è chiaro fatti due conti…), la soluzione è stata trovata, qualche secolo fa, con un espediente piuttosto semplice: innalzare la 7a di un semitono. In questo modo, ecco risolti entrambi gli inconvenienti:
Ed ecco l'armonizzazione della nuova scala:
La tonalità minore, l'abbiamo detto, è mooolto più complessa di quella maggiore: le diverse scale, infatti, si mescolano, interagiscono, si scambiano i ruoli…
In un certo senso, potremmo addirittura azzardarci a dire che la scala minore armonica, di per sé… non esiste! Gli accordi che genera sono in gran parte 'esotici', strani, poco utili in contesti reali (a meno di non ricercare espressamente quelle dissonanze, of course…). Il vero 'asso nella manica' di questa scala è il V7, e in subordine il ii7(b5), ed è proprio qui che la si può 'spendere' in maniera straordinariamente efficace: la scala minore naturale può tranquillamente continuare a fare da 'impalcatura' globale, anche a livello armonico, e quando poi si tratta di spingere verso l'i… zac!, ecco a portata di mano il V(7) dalla minore armonica!
Un esempio tipico è il classico giro i, bVII, bVI, V (es: Am, G, F, E), usato ovunque, dal flamenco (mezzo repertorio, a occhio e croce…) alla canzone (Geordie, Il Vecchio E Il Bambino…), dal pop (Sultans Of Swing, Babe I'm Gonna Leave You, Innuendo…) al rock (mai sentiti gli Iron Maiden?): qui emerge chiaramente tutta la complessità della tonalità minore, con gli accordi che esprimono in maniera piuttosto netta le commistioni in gioco (naturale/armonica).
Per chi si trova alla sua 'prima volta' con questo tipo di relazioni armo-melodiche, il problema nasce dal fatto che la minore armonica, suonata come 'scala', non è precisamente bellissima da ascoltare; qualcuno anzi obietta che… fa abbastanza cagare. O meglio, ha un sapore talmente speziato (di oriente e di medio-oriente) da non essere precisamente 'facile'. Il suo uso principale (Yngwie a parte) sta in effetti proprio sull'accordo di dominante della tonalità minore, dove adempie a tutto quello che mancava alla minore naturale!!
La classica ii-V-I maggiore (in DO: Dm7, G7, Cmaj7), diventa quindi in minore qualcosa del genere: ii7(b5)-V7(b9)-i7(in DO: Dm7(b5)-G7(b9)-Cm(7)). E' qui che si ha l'uso più appropriato della minore armonica!! Visto che l'abbiamo citata, pensa a 'Sultans of Swing': Knopfler (che non è propriamente uno sprovveduto…) usa la pentatonica minore di RE e la minore naturale di RE, senonché, appena arriva l'accordo di LA maggiore... ecco che ci infila RE minore armonica! Magari facendola 'ruotare' intorno alle note dell'arpeggio di triade di LA maggiore!!
Un altro elemento di complessità (e di possibile confusione, specialmente all'inizio) sta nel fatto che nel caso della tonalità minore è possibile una sorta di 'scollamento' tra quello che succede in ambito armonico e quello che ci viene suonato sopra a livello melodico!
E' vero che nella musica 'colta' e nel jazz non c'è tonalità minore senza che il V grado sia dominante (es: G7 che va su Cm, E7 che va su Am...), ma nella pratica non sempre è così! A volte poi hai l'accordo dominante ma la melodia che continua a suonare in minore naturale (quindi: con la 3a minore dell'accordo V). Le 'tendenze' armoniche comunque sono di solito piuttosto evidenti, spesso più che sulla carta PER L'ORECCHIO. Se prendi, che so, 'Don't Cry' dei Guns N' Roses, nel giro della strofa hai Am, Dm, G, C, ma per come sono strutturati (e per la melodia che ci gira sopra!) non ti verrà mai da sentire tutto questo in... Do maggiore!! Lo senti in LA minore, inequivocabilmente. Nel rock, dove come sappiamo le cadenze (es: ii-V-I) non si usano pressoché mai, e quindi non hai quasi mai il semidiminuito che ti segnali il 2° grado (a tutt'oggi, non risulta che sia mai stato trovato da alcuno come vii° di una tonalità maggiore, da Bach in poi... al massimo come sostituto del V, ma è più questione di arrangiamento che di composizione), moltissimo del lavoro tocca affidarlo proprio all'orecchio.
Che peraltro, in quanto musicisti, non dovrebbe difettarci...
NB: per i supplementi con le diteggiature, consulta la versione pdf di questa lezione
Per chiudere, ecco un piccolo test di autovalutazione sugli argomenti trattati in queste pagine. L'abbiamo detto, e lo ribadiamo: la mole di lavoro delle pagine precedenti è roba da riempire una vita di studio (forse anche due, o tre…), perciò non ti si chiede di essere "un treno" su tutti questi argomenti per il poter iniziare! Quello che conta è avere chiari alcuni meccanismi-chiave, ed è lì che si gioca la partita vera. Del resto, puoi tornare a queste pagine ogni volta che senti di averne bisogno, anche fuori da SUPERCHOPS: che sia una progressione da analizzare per improvvisarci o un tuo brano da armonizzare, qui trovi svariati spunti per una vita intera di lavoro…
Ed ecco il nostro test:
Diciamo che il minimo richiesto è di avere almeno 6 risposte positive sulle 10 domande proposte; ovvio che se il tuo tasso di sì è superiore… tanto meglio per te! Potrai "spremere" l'esperienza del programma ad un livello via via maggiore.
Se senti di aver bisogno di un aiuto o di una consulenza per organizzare al meglio questo tuo percorso di preparazione, fatti vivo!!
INTRODUZIONE
LA SCALA MAGGIORE

LA SCALA MAGGIORE - diteggiature CAGED

GLI INTERVALLI: il CUORE della MUSICA
Do-Mi: comprende 3 nomi-di-nota (Do, Re, Mi), perciò è una 3a
Lab-Fa: comprende 6 nomi-di-nota (La, Si, Do, Re, Mi, Fa), perciò è una 6a
Re-La#: comprende 5 nomi-di-nota (Re, Mi, Fa, Sol, La), perciò è una 5a
Se poi vuoi farti tu i conti, ecco due 'dritte' su come ricavarti da solo le nomenclature:
gli intervalli maggiori e quelli giusti coincidono con le distanze tra i
gradi della scala maggiore e la tonica (2e, 3e, 6e e 7e: maggiori; 4e e 5e: giuste)
gli intervalli minori sono come i maggiori 'accorciati' di 1 semitono
gli intervalli diminuiti sono come i giusti o i minori 'accorciati' di 1 semitono
gli intervalli eccedenti sono come i giusti o i maggiori 'allungati' di 1 semitono
INTERVALLI: DITEGGIATURE

ARMONIZZAZIONE della SCALA MAGGIORE

INTRODUZIONE all'ARMONIA FUNZIONALE
IV (sottodominante): movimento, allontanamento da "casa"; spesso introduce il V
V (dominante): tensione, urgenza di risoluzione, spinge con forza verso l'I
I, IV, V----: "La Bamba", "Twist And Shout"
I, IV, V, I: "To Be With You", "Blowin' In The Wind", "Una su 1.000.000"…
LA TONALITA' MINORE
Melodicamente, il 7° grado, stando a 1 Tono dalla tonica (e non a 1 semitono, come nella scala maggiore) non è 'sensibile', ovvero non ha quel senso di spinta forte, quasi 'inevitabile', verso la tonica stessa;
Armonicamente, la scala maggiore genera sul 5° grado un accordo dominante (1, 3, 5 [b7]), che come sappiamo 'spinge' in maniera fortissima verso l'accordo di tonica (V -> I); la scala minore naturale, invece, sul 5° grado genera un accordo minore, che… non va da nessuna parte!
Il risultato è che la scala minore naturale e la scala minore armonica (già: la nuova struttura si chiama così, e il perché dovrebbe iniziare a farsi chiaro…) coesistono all'interno di uno stesso brano, prendendo di volta in volta le redini a seconda del momento, dell'effetto voluto.
SUPPLEMENTI
UN PENSIERO FINALE
1. sai riconoscere, a orecchio, la scala maggiore?
2. sai suonare la scala maggiore in qualsiasi tonalità?
3. e in qualsiasi area della tastiera?
4. sai riconoscere, a orecchio, un accordo maggiore da uno minore (triadi)?
5. riesci a tirarti giù, a orecchio, gli accordi di una canzone semplice ("da spiaggia")?
6. sei in grado di accompagnare "alla prima" un brano semplice (accordi maggiori e minori)?
7. sai suonare almeno un paio di posizioni per ogni accordo di settima (maj7, 7, m7, m7(b5))?
8. sai riconoscere, a orecchio, che un brano è in tonalità minore?
9. sai improvvisare (anche cose semplici) su un brano in tonalità maggiore? E minore?
10. sai suonare almeno un paio di diteggiature per ogni arpeggio di settima (maj7, 7, m7, m7(b5))?
Se poi riuscissi ad andare anche oltre, e avere un minimo di dimestichezza con l'improvvisazione su accordi alterati… beh, questo sarebbe il massimo!