Controllo della Chitarra 5

MUSICA alla VELOCITÀ del PENSIERO


Oltre all'articolo uscito su Chitarre (puoi vederlo qui in pdf), ecco un esempio più dettagliato di come come connettere in maniera stabile e definitiva orecchio e mani, suoni e movimenti sulla chitarra, per arrivare a fare... Musica alla Velocità del Pensiero!

Fondamentalmente, si tratta di lavorare su una diteggiatura qualunque e... rallentare, fino al punto di trattarla con la stessa naturalezza con cui tratti le parole con cui parli...
Prendiamo, giusto per fare un esempio, la diteggiatura C-shape della scala maggiore, e isoliamo la scala in un'ottava:

E adesso... si parte!

Passo 1 (con chitarra)
prendi la diteggiatura e suonala; ma attenzione!, NON "attraversare" la scala correndo come un forsennato... No, chiudi gli occhi, e suona la prima nota: concèntrati sul suo suono, e lasciala risuonare fino a che non si "spegne" da sola (finché dal'ampli esce anche solo un filo di voce, tu non staccare il dito dalla corda)... Resta completamente, interamente concentrato sul suo suono, e prendi nota delle sensazioni fisiche che provi nel suonarla (es: il mignolo sulla 5a corda ti dà un sensazione parecchio diversa dal medio sulla 2a, no?) Continua con tutte le note fino all'ottava, lasciando a ciascuna tutto il tempo di entrarti dentro, di avvolgerti con ogni sua sfumatura, con ogni suo più sottile riverbero naturale... Più lento lo fai, meglio funziona... è quasi un esercizio di "pigrizia"!!

Passo 2 (senza chitarra)
(toglitela di dosso!!): chiudi gli occhi e ripercorri quello che hai appena fatto: visualizza l'esecuzione così come l'hai fatta prima, magari "mimandola" sul dorso della mano destra e canta ogni nota col numero -in inglese- del grado (cerca però di sentirla come se il suono venisse fuori dalla chitarra, NON dalla tua voce!)

PASSI 3 (CON) e 4 (SENZA):
come i passi 1 e 2, ma stavolta anziché sulle note singole concentrati sulle note a coppie (1-2; 2-3; etc.), di nuovo rallentando più che puoi e concentrandoti esclusivamente sulle relazioni tra note contigue:

PASSI 5 (CON) e 6 (SENZA):
come i passi 1 e 2, ma stavolta lavorando sugli intervalli di terza disponibili entro le note della scala (1-3, 2-4, 3-5, 4-6, 5-7, 6-8):

PASSI 7 (CON) e 8 (SENZA):
come i passi 1 e 2, ma stavolta lavorando sugli intervalli di quarta disponibili entro le note della scala (1-4, 2-5, 3-6, 4-7, 5-8):

PASSI 9 (CON) e 10 (SENZA):
come i passi 1 e 2, ma stavolta lavorando sugli intervalli di quinta disponibili entro le note della scala (1-5, 2-6, 3-7, 4-8):

PASSI 11 (CON) e 12 (SENZA):
come i passi 1 e 2, ma stavolta lavorando sugli intervalli di sesta disponibili entro le note della scala (1-6, 2-7, 3-8):

PASSI 13 (CON) e 14 (SENZA):
come i passi 1 e 2, ma stavolta lavorando sugli intervalli di settima disponibili entro le note della scala (1-7, 2-8):

PASSI 15 (CON) e 16 (SENZA):
come i passi 1 e 2, ma stavolta lavorando sull'unico intervallo di ottava disponibili entro le note della scala (1-8):

A questo punto, se hai fatto tutto con calma, stai già sperimentando un livello di confidenza che probabilmente all'inizio del processo nemmeno osavi sperare... Prova a cantare una melodia e a suonarla in quella diteggiatura: facile, no? Ma non ci fermiamo mica qui...


Un buon allenamento potrebbe consistere nel prendere una diteggiatura CAGED alla settimana e ogni giorno, dopo aver ripercorso tutti i passaggi proposti qui sopra, lavorare concentrandosi su un intervallo specifico.
Ecco un possibile schema di allenamento: prima visualizza le successioni di gradi, mimando l'esecuzione sul dorso della mano destra e cantando i suoni risultanti; poi, prendi in mano la chitarra e suona la stessa successione per verficare di averla "azzeccata".
Sfrutta tutti i momenti della tua giornata in cui non hai la chitarra tra le mani per ripetere il processo di visualizzazione!!

Nei primi tre giorni mettiamo a punto i gradi più "forti", quelli che è più facile intonare:

Nei tre giorni successivi lavoriamo sugli intervalli meno usuali per l'orecchio:

Magari sulle prime può sembrare un po' ostico, ma con un po' di pratica, lavorandoci sopra tutti i sacrosanti giorni, nel giro di pochissimo tempo i benifici iniziano a farsi sentire: trascrizioni, improvvisazione, timing, interplay... non ci sono "zone" che non vengano "catapultate" in avanti (e di parecchio!) da un orecchio ben "addestrato"...

PS: per una sorta di "auto-verifica" in tempo reale, puoi provare a cantare (sì, cantare, magari mimando l'esecuzione sul dorso della mano destra) in termini relativi qualche brano, di quelli facili-facili, per cominciare (mica si può partire da Holdsworth, no?!).Qualche esempio?

Fra' Martino (1 2 3 1, 1 2 3 1, 3 4 5...)
When The Saints Go Marchin' In (1 3 4 5, 1 3 4 5...)
Tanti Auguri (5 5 6 5 8 7...)

PPS: ovviamente, nel caso di altre scale, sarà necessario lavorare su intervalli alterati, ma il principio resta esattamente lo stesso!


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