La tastiera, questa sconosciuta! Una striscia di legno appiccicata sul manico della chitarra,
intarsiata di ferretti e pallini, sormontata da "stringhe" metalliche pronte a vibrare
ad ogni nostro tocco... C’è da perdere la testa. Anche perché è lì che si gioca
una partita decisiva per il controllo pieno e incondizionato della chitarra:
la scelta delle note. E ogni volta che subentrano problemi di "geografia della tastiera",
quella scelta si fa terribilmente complicata - e del resto, ehi!, "mica si può avere
tutto sempre sotto controllo, qui con 22 tasti, 6 corde, 12 tonalità, almeno 7
scale principali (cromatica, maggiore, minore naturale, armonica, melodica,
diminuita, whole-tone), 22 modi relativi (7 x scala maggiore, 7 x minore armonica,
7 x minore melodica, 1 x diminuita), e ancora 5 specie di triadi (maj, min, aug, dim, sus),
5 specie di accordi più estensioni e alterazioni, e poi pentatoniche,
intervalli - e moltiplica tra loro tutti ‘sti popò di elementi... BASTA!!!"
Un attimo di pausa, please. Tiriamo un po’ due somme: la notizia cattiva
è che tutto quello che abbiamo detto adesso... è vero; quella buona è che
non occorre memorizzare tutto (non in questi termini, per lo meno).
Il punto è che la nostra amichetta-tutta-curve (aehm, la chitarra...) sembra
fatta apposta per una "visione relativa": quello cioè che davvero ci serve non è tanto
il nome specifico delle note (es. con la scala maggiore di Do: do re mi fa sol la si do),
quanto piuttosto i "gradi" (es.: 1 2 3 4 5 6 7 8) e una diteggiatura - poi,
è solo questione di spostare quella "forma" a spasso per la tastiera per collocarla
nel punto giusto:
Questo resta sempre un accordo maggiore (triade), e va solo fatto "gironzolare"
fino a calzare con la sua tonica sul tasto giusto, ma dovunque tu lo metti
la diteggiatura resta sempre lì invariata; in altri termini: con una sola "forma"
chitarristica sempre uguale a se stessa puoi suonare tutte le 12 triadi maggiori!!!
Ma questo concetto, che usiamo tutti abitualmente per quello che riguarda
gli accordi col barrè, non si limita certo a un impiego "canzonettaro da spiaggia"!
Prima di spingerci a esaminarne tutte le (meravigliose; e drasticamente liberatorie...)
potenzialità, fermiamoci un attimo a riflettere: quanti hanno mai considerato che
in realtà gli accordi "acustici" in posizione aperta
(sì, proprio loro: i cosiddetti "accordi del barbiere" - chissà perché, poi? -
o, all’americana, "cowboy chords") sono soltanto 5?
Basta provare, e la pratica conferma che gli unici disponibili con corde a vuoto sono
Do, La, Sol, Mi e Re: eccoli qui, in tutto il loro splendore "cantautorale":
Per tutti gli altri accordi (maggiori) occorre comunque ricorrere all’uso del barrè,
trasferendo una di queste 5 "forme-madri" in giro per la tastiera fino al tasto giusto.
Facciamo anche qui un esperimento pratico, giusto per non restare a blaterare invano:
se noi volessimo suonare un Fa maggiore, lo troviamo in I posizione in "forma-di-Mi",
questo lo sappiamo tutti; e poi? Poi basta provare per verificare che la
diteggiatura successiva sarà una "forma-di-Re" in III posizione, a cui segue
la "forma-di-Do" in V posizione, quindi la "forma-di-La" in VIII posizione,
e infine la "forma-di-Sol" in X posizione, per ritrovarsi a quel punto da capo
con la "forma-di-Mi" più avanti di XII tasti, precisamente in XIII posizione.
Sperimenta tu con tutti i 12 accordi maggiori possibili (v. cicli di trasposizione di tonica)
e vedrai che da qui non si scappa! E allora inizia a diventare più chiaro anche il
nome di questo approccio all’organizzazione della tastiera, CAGED: già,
perché se al posto dei nomi sillabici italiani noi chiamiamo questi accordi
con la notazione alfabetica inglese, ecco che la sequenza Do-La-Sol-Mi-Re diventa
per l’appunto C-A-G-E-D! Chiaro?
Ed ecco la notizia portentosa: se tutto questo vale per gli accordi,
non è per caso possibile che, organizzandole magari in diteggiature costruite
"attorno" a quelle 5 forme di accordi, lo stesso principio si possa applicare anche alle scale?
Colpito e affondato!, la risposta è... SIII!! Questo significa che con sole
5 "forme" spostabili a piacimento su qualunque tonica noi possiamo suonare qualsiasi
scala maggiore (e qualsiasi modo) con qualsiasi tonica in qualsiasi punto della tastiera!!
Solo 5 forme da "insegnare" alle dita, svincolate da una tonica specifica e perciò
fruibili in qualsiasi tonalità (e/o modalità). Non c’è male davvero, no?
ESERCIZI PREPARATORI A CAGED
Per iniziare a prendere confidenza con questa particolare organizzazione della tastiera,
forse è opportuno familiarizzare, tanto per cominciare, con gli accordi di riferimento:
è vero che di tratta di "forme" estremamente comuni, conosciute un po’ da tutti e
usate abitualmente da qualsiasi "strimpellatore da spiaggia",
ma qua si tratta di automatizzarle a livello assoluto, rendendo il loro impiego "naturale"
e "spontaneo" senza limiti di tonica!!
ATTENZIONE: non passare all’esercizio successivo finché non sei un "treno"
su quello precedente!!! Prenditi tutto il tempo che ti occorre, anche se magari
ti sembrano cose banali o scontate, perché questo è il nucleo centrale di
tutto il lavoro che faremo nelle prossime settimane...
Esercizio 1: forma fissa, tutte le toniche
Partiamo con la forma-di-Do (C-shape). Mantenendo con la mano destra
un pattern di strumming costante (v. qui sotto), suona per 2 battute l’accordo
Do maggiore in "C-shape", dopodiché - senza interruzioni! - passa direttamente a suonare,
sempre in "C-shape", l’accordo Fa maggiore, poi l’accordo Bb maggiore, e così via,
fino a coprire almeno 2 volte tutti i
cicli di trasposizione di tonica!!
Quando poi su questo esercizio sei assolutamente "imbattibile",
ripetilo mantenendo però ciascun accordo per 1 (una) battuta soltanto,
sempre conservando un pattern di strumming costante.
Esempio di pattern ritmico:
Esercizio 2: tonica fissa, tutte le forme
Adesso partiamo con l’accordo Do maggiore. Mantenendo con la mano destra un pattern
di strumming costante, suona per 2 battute l’accordo Do maggiore nella prima "forma"
disponibile (nel caso specifico è la forma-di-Do in posizione aperta),
dopodiché - senza interruzioni! - passa direttamente a suonare ancora l’accordo
Do maggiore, ma adesso nella "forma" successiva (forma-di-La in II posizione),
poi nella forma ancora successiva, e così via, fino a ritrovarti nuovamente con
la prima forma eseguita, ma XII tasti avanti, quindi torna indietro,
forma per forma, con lo stesso procedimento; tornato al punto di partenza,
suona adesso, nella prima "forma" disponibile, l'accordo Fa maggiore
(sarà una forma-di-Mi in I posizione), e ripeti tutto il processo
già fatto per il Do maggiore, quindi vai avanti fino a coprire almeno 2 volte
tutti i cicli di trasposizione di tonica!!
Quando poi su questo esercizio sei assolutamente "imbattibile",
ripetilo mantenendo però ciascun accordo per 1 (una) battuta soltanto,
sempre conservando un pattern di strumming costante.
Esercizio 3: posizione fissa, forme e toniche variabili
A questo punto il discorso si complica un po’. In pratica, si tratta di
restare inchiodati non più a una "forma" o a una tonica, ma ad una
"zona di tastiera" (intorno ai 4/6 tasti). Partendo dalla prima
"area" disponibile (quindi dalle parti della posizione aperta),
e mantenendo rigorosamente con la mano destra un pattern di strumming costante,
inizia col suonare, per 2 battute, l’accordo Do maggiore nella prima forma
disponibile entro quella "zona" (che qui sarà la C-shape), poi -senza interruzioni!-
passa all’accordo Fa maggiore (che sarà la E-shape),
poi all’accordo Bb maggiore (A-shape), e così via, fino a coprire almeno 2 volte
tutti i cicli di trasposizione di tonica!! A quel punto,
spostati nella "zona" successiva, e riprendi da capo tutto il processo,
e così via fino a ritrovarti nuovamente con le "forme" iniziali,
ma adesso XII tasti più avanti.
Quando poi su questo esercizio sei assolutamente "imbattibile", ripetilo mantenendo
però ciascun accordo per 1 (una) battuta soltanto, sempre conservando un
pattern di strumming costante.
A questo punto sei pronto per il grande passo. Tieniti forte, si parte…
E’ qui infatti che la tastiera ci viene in aiuto, con le sue geometrie:
un po’ perverse (chi diavolo l’ha deciso, quell’intervallo tra 3a e 2a corda?!?),
ma decisamente efficaci. E funzionali, che è quello che poi veramente conta.
E a questo punto ecco affacciarsi alla ribalta un’altra caratteristica nascosta
(ma piuttosto importante) di questi "cowboy chords" (che pian piano iniziano quasi a piacerci):
Vedremo pian piano, nel corso del programma, come questa semplice deduzione
sia in grado di spalancare opzioni sconfinate semplificando drasticamente la vita
al povero chitarrista costretto finora a vagare sperduto e disorientato
per le lande misteriose della tastiera... Nel frattempo, iniziamo a impratichirci
con questi meccanismi, partendo magari da un livello apparentemente elementare,
ma in realtà potentissimo.
Ecco perciò un mini regime di esercizi che svolti con attenzione
ti metteranno in grado di avere a disposizione immediata qualsiasi accordo CAGED
in qualsiasi tonalità, con una "visione" della tastiera finalmente chiara e razionale,
intorno alla quale, poi, costruiremo una buona fetta del nostro lavoro.
Arrivato in fondo, ripeti lo stesso processo con la forma-di-La,
poi con la forma-di-Sol, quindi con la forma-di-Mi e infine con la forma-di-Re.