Improvvisazione Fusion 1: minor sound, le scale

Improvvisazione Fusion 1: minor sound, le scale

Come si impara l'improvvisazione jazz fusion? Da dove partire? Quali scale è indispensabile conoscere? E come posso studiarle e allenarle in maniera efficace? E i lick? 

 

Proviamo a dare qualche risposta, chitarra alla mano. Però prima mettiamo in chiaro alcuni punti chiave:

 

  1. non ci sono scorciatoie: è un lavoro lungo e duro, e lo devi fare tu;
  2. non basta "capire", manco per niente: bisogna masticare, digerire, assimilare;
  3. non esiste un percorso soltanto: gli approcci sono tanti, e ognuno può farti crescere;
  4. può essere frustrante e noioso, a volte: ricorda di goderti ogni nota che suoni;
  5. concentrati sulle cose che hai più occasione di usare davvero, con la tua band.

 

Detto questo, proviamo a mettere insieme qualche "dritta" efficace per riuscire a dare un po' di pepe alle nostre scorribande sulle corde.

Per cominciare, iniziamo col dividere i contesti armonici in cui possiamo trovarci:

  • minore
  • maggiore
  • dominante
  • dominante alterata
  • semidiminuito

Questi sono i più comuni e i più importanti, quelli con cui un minimo di dimestichezza è obbligatoria. Lungo il nostro percorso, vedremo anche possibili incroci tra questi "mondi", semplificazioni e "sporchi trucchi". Con calma. Già, perché un problema tipico del chitarrista è che si tratta di bestie invincibilmente cazzeggione, pronte a spulciare mille spunti da quasiasi fonte (l'amico esperto, il libro, la rivista, youtube, ovunque...) e non approfondire mai davvero niente... col risultato che dalla cassa dell'ampli escono sempre le solite vecchie note, gli stessi lick ormai "scavati sulla tastiera" (copyright GF Diletti)... che spreco di energie!!

 

Ultima puntualizzazione prima di partire: quando diciamo, ad esempio, "contesto minore", di solito poi si parla di "accordo". Che va bene, certo, ma mica è indispensabile. Può essere un accordo, come no, ma può anche essere un riff, un tappeto, un bordone etnico... Insomma: tutto quello che diciamo può essere applicato a miriadi di situazioni differenti, dal rock al pop, dal jazz al metal, dal funk al blues.

 

E adesso, allacciare le cinture: si parte!!

 

  • Qual è la prima cosa che a un chitarrista viene in mente di suonare quando si tratta di improvvisare in un contesto minore? Ma chiaro, lei: la vecchia cara pentatonica minore! Certo, magari non necessariamente suonata in stile Jimmy Page...
  • Un'altra opzione interessante è la pentatonica ibrida con 6a al posto della 7a (non ha un nome vero e proprio, dannazione... la chiamiamo penta-6?) Mooolto Robben Ford/BB King...
  • Unendo le due scale precedenti, e con l'aggiunta della 2a, otteniamo il modo dorico: eccolo, questo è il fulcro dei nostri discorsi, la nostra "rete di salvataggio". Obbligatorio dominarlo a fondo.
  • Per finire, una scelta lievemente "out" ma piuttosto comune è la minore melodica: praticamente, un dorico con la 7a maggiore (meglio non fermarcisi, magari, ma insomma...)

 

Ecco, per il momento potresti provare a lavorare su queste, magari aiutandoti con questo video. Certo che però...  il problema è risolto? Manco per sogno. Anzi, a dirla tutta il lavoro duro deve ancora iniziare. Conoscere le scale, certo, è importante. Cruciale. Ma non puoi sperare che una volta imparate le diteggiature, per quanto veloce e pulito a suonarle, la Musica "succeda" da sola.

Di nuovo, è un linguaggio: ci occorre un vocabolario ricco, e poi abbiamo bisogno di sapere come usarlo. È la ragione per cui, oltre alle scale, impariamo i lick: le frasi preferite dei nostri "eroi", che diventano (oltre che uno spunto tecnico notevole, spesso, tantopiù in quanto applicato) una parte integrante del nostro lessico personale.

Su questo ci torneremo nella prossima puntata. Intanto dacci dentro!

 

 

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