ii-V-i minori, scala MINORE MELODICA in posizione - 1/5

ii-V-i minori, scala MINORE MELODICA in posizione - 1/5

[NB: con questo articolo inizia la sua PRAXIS-avventura Raffaele Boni, un chitarrista strepitosamente "groovoso" e al tempo stesso armonicamente "jazzosissimo"... wow!!

Da qui, per qualche puntata, tratteremo le superimposizioni della scala minore melodica sulle ii - V - i minori... roba tosta, di livello sicuramente avanzato: una buona occasione per mettersi in gioco e provare se non altro a discuterne insieme qui su guitarpraxis.com, no?]

 

 

1. Imparare alcune possibilità per improvvisare sulle progressioni ii-V-i minori:

Quella presentata è soltanto una delle tante possibilità di scelta scala/accordo che possiamo utilizzare su una progressione ii-V-i minore, ne vedremo altre nei prossimi articoli.

In una progressione in Do minore avremo:         || Dm7b5 | G7alt | Cm6 |  %  ||

 

 

Le scale che suoneremo sui relativi accordi sono queste:

ii:  Dm7b5F Minore Melodica: F, G, Ab, Bb, C, D, E (modo "D locrio #2": 1, 2, b3, 4, b5, b6, b7)

V: G7altAb Minore Melodica: Ab, Bb, Cb(B), Db, Eb, F, G (modo "G Superlocrio": 1, b2, #2, 3, b5, b6(#5), b7)

i:   Cm6C Minore Melodica: C, D, Eb, F, G, A, B (1, 2, b3, 4, 5, 6, 7)

 

 

2. Memorizzare la Scala Minore Melodica sulla tastiera:

Dovendo rimanere in posizione, al cambiare dell'accordo dobbiamo richiamare velocemente, visualizzandola prima di suonarla, la diteggiatura della scala che ci serve in quella parte di tastiera. In questo modo memorizzeremo bene tutte le cinque diteggiature della Minore Melodica.

 

3. Suonare fluidamente senza troncare le frasi al momento di cambiare accordo/scala:

Al cambiare degli accordi, e quindi anche della scala relativa, suonare sempre la nota più vicina o in comune fra i due, mai procedere per salti, che invece possono essere suonati quando l'accordo non cambia.

 

 

Es.1: Posizione intorno al III tasto:

 

 

©Raffaele Boni

 

 

PS: per darci dentro con una supporto armonico, ecco paio di basi in MIDI file:

swing minor ii V i 120bpm

dubstep minor ii V i 155bpm 

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Commenti

Accidenti, quel E naturale sul Dm7(b5) è veramente "contronatura" :) .. è un casino farcelo stare, ti sguscia via come niente.. infatti sono partito usando solo le prime due corde, ma era impossibile: ho dovuto usare "almeno" una scala intera, tra un ottava e l' altra, per amalgamare un po !

Dipende un po' tutto da cosa è abituato a sentire il nostro orecchio...

La nota E naturale è una scelta molto comune o quasi la regola nel jazz moderno e nella fusion, ma se ti piace più Eb, non vedo cosa ci sia di sbagliato nell'usarlo! Questo significa POTER fare delle scelte e suonare in modo personale, che è la cosa fondamentale.

Nella pratica poi dipenderà molto anche dal contesto del brano, oltre ai gusti personali, quindi Eb che a me suona un po' più "alla vecchia" lo lascerei forse più per il jazz tradizionale o bebop.  

Ci sono tante scelte che possiamo fare comunque per suonare sui ii-V-i minori, questo è solo uno studio per prendere confidenza con la minore melodica, in maniera pratica e musicale.

Non ho capito invece il seguito scusami, riguardo a "scala intera tra un'ottava e l'altra..." 

L'improvvisazione è libera, puoi scegliere qualsiasi corda, qualsiasi cellula ritmica, puoi suonare per salti (intervalli sopra la seconda) o per grado congiunto (scala). Sarebbe meglio, al momento di cambiare scala, quando cambiano gli accordi, procedere per grado congiunto (la nota più vicina... tono o semitono) o una nota comune agli accordi. Questo ci aiuta a non troncare una frase per andare a cercare la diteggiatura a noi più familiare permettendoci di continuare il nostro discorso musicale. Meglio ancora sarebbe suonare ATTRAVERSO gli accordi, a cavallo del cambio di battuta e di accordo.

Comunque piano piano si metteranno anche un po' di frasi scritte come esempio. Per ora diciamo che abbiamo solo una mappa e qualche indicazione! 

Ciao, Grazie!!! 

Raffa.

Ciao! scusa la risposta tardiva :)

Penso di essere arrivato alla conclusione che, il mio orecchio, pur essendo svezzato anche  verso un jazz moderno o fusion, non è tanto il E naturale in sè, che non digerisce, ma il modo come lo uso io ! è un ingrediente che bisogna imparare a dosare e gestire.. almeno per me!
Per quanto riguarda la faccenda "scale tra un ottava ecc ", intendevo dire che: ho comiciato ad esercitarmi con poche note, giusto quelle su un paio di corde, per avere pochi elementi, ma chiari, pensando di facilitarmi il compito; invece, constatando appunto le difficoltà "di orecchiabilità" descritte precedentemente, ho pensato che al contrario, sarebbe stato più facile esercitarsi "allungando il brodo", ampliando ad una scala intera la scelta delle note ( su ogni accordo, la rispettiva minore melodica), senza però sconfinare nell'intera diteggiatura, anche perchè poi (per me) è facile deragliare su cromatismi che non c'entrano niente e che vanificano lo studio di ualcosa di specifico, come appunto può essere questo caso.
Grazie per le delucidazioni :)
ciaooo

Ciao e grazie mille! è un bel pezzo che non me la vedo con una 2-5-1, per di più minore, e tanto meno trattata "melodicamente" ( hem, non che abbia mai avuto una gran confidenza, ma..).. forse stavo solo aspettando uno stimolo del genere !

Ciaooo

Grazie mille, spero che possa esserti utile, per me lo è tantissimo!

Bravo Raffaele,

aggiungerei la distanza tra le 3 scale minori melodiche: si sale prima di una terza minore (dalla prima alla seconda scala) e poi di una terza maggiore (dalla seconda alla terza), e otteniamo RE locrio #2 sul Rem7(b5), SOL superlocrio sul Sol7alt e DO ipoionico sul Dom6. 

Si Mimmo, grazie mille!!! questa cosa della distanza tra le tre scale va detta perchè aiuta a ragionare più velocemente e i nomi dei modi vanno messi; sul modo costruito sul primo grado chiamato "ipoionico" io però mi astengo, non vorrei fare confusione con i modi storicamente, e continuerei a chiamarlo semplicemente "minore melodica". Grazie mille ancora!

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