I suoni di Gilmour

I suoni di Gilmour

I suoni di Gilmour... se cercaste con google vi accorgereste immediatamente che solo sull'11 settembre sono state scritte più pagine. L'argomento, infatti, ha appassionato generazioni di chitarristi e l'avvento della rete ha catalizzato lo sforzo promulgativo degli esperti e presunti tali, portando a un proliferare di trattati, elenchi, seminari, tricks e ricette con ingredienti segreti. Senza mancare ovviamente di aggiungere qualche falso mito.
A fronte di tanto materiale, il contributo che posso dare io, data la pochezza delle mie orecchie e peggio ancora delle mie mani, non può e non vuole essere quello di scrivere una wikiGilmour. Mi limiterò a un piccolo articolo con ambizioni molto più ridotte ma, mi auguro, leggibile a più livelli, dal semplice curioso all'aspirante clone.

 

 

 

 

Parte 1: le risorse

Come dicevo l'argomento soffre un po' di una delle tipiche deformazioni dello spirito del web: quando le informazioni sono troppe è a volte più difficile farsi strada. In questa prima parte, pertanto, cercherò di fornire un elenco dei riferimenti migliori a disposizione sul web.

 

Cito anzitutto i video tratti dal seminario dell'amico Pierangelo Mezzabarba, realizzati per il forum MusicOff
parte 1 
parte2 
parte 3 
parte 4 
 

Doveroso poi il link a Gilmourish, un'autentica enciclopedia sull'argomento.
Personalmente non condivido proprio tutto quello che dice, ma rimane una guida insuperabile, specialmente per i settings specificati per le singole canzoni e per le recensioni dei pedali "adatti allo scopo". In continuo aggiornamento vanta molteplici tentativi di imitazione, ma secondo me rimane insuperabile.

 

Aggiungo anche un link dal sito di uno dei più grandi esperti di Big Muff del pianeta...

 

e mettiamoci pure tonefromheaven

 

Come dicevo io ne ho volutamente linkati pochi cercando di raggruppare quelli che, messi insieme, trattano in modo esauriente l'argomento. Dopodiché ognuno è libero di trastullarsi con google come meglio crede...

 

Parte 2:  i falsi miti

Pete Cornish - io non lo conosco, parlo in base alla fama che si è conquistato sul web - è senz'altro un tecnico eccellente. Come eccellenti sono le sue realizzazioni. Solo che sono un tantino care. Questo, insieme al fascino del Gilmour sound di cui siamo a parlare, ha fatto si che qualcuno abbia deciso di aprire qualcuna delle sue splendide scatolette e guardarci dentro (previa rimozione della resina, ovviamente). Ora, sulla componentistica e sulla cura delle realizzazioni c'è ben poco da dire. Anche sui buffer e pure sui filtraggi delle alimentazioni. E non voglio neanche entrare nel merito se valgano o no quello che costano. Ma è bene che lo sappiate, il P-1, il P-2, il G-2 non sono altro che dei Big Muff modificati. Con questo non voglio sminuire il lavoro di Mr Cornish, intendiamoci. Voglio solo porre l'accento sul fatto che l'idea principale è un circuito che ha progettato qualcun altro circa 40 anni fa. Considerazioni analoghe si possono fare sul SS-2. Chi ha un po' di dimestichezza con i circuiti faccia una ricerca su siti di DIY e verifichi pure.

Che l'Hiwatt custom 100 sia un magnifico amplificatore è indiscutibile. Che sia dotato di un pulito che è un ottima base praticamente per qualunque suono e che sia un ampli che reagisce molto bene ai pedali pure. Che sia indispensabile per il suono di Gilmour, questo decisamente no. Badate bene, ho detto indispensabile, cioè non è che non ci si possa riuscire, anzi. Ma sta di fatto, e se qualcuno ha interrotto la lettura dopo la parte 1 e ha approfondito l'argomento sfruttando i link proposti lo ha già scoperto, che il buon David ha suonato per poco tempo usando completamente le testate Hiwatt. Dalla fine degli anni 70 circa, ha iniziato ad utilizzarne solo il finale di potenza, affidando a degli Alembic F2B, opportunamente modificati, la funzione di preamplificatore. E cosa è l'Alembic F2B e che cosa c'è di così mistico dentro? Semplice: l'F2B è un pre per basso basato su un circuito valvolare della famiglia Fender Blackface. Le modifiche apportate sono state mirate alla riduzione dei bassi, ovviamente abbondanti data la destinazione di origine dell'amplificatore. Senza contare poi che diversi album - tanto per fare un esempio a caso uno semisconosciuto dal titolo The dark side of the moon - sono stati registrati ricorrendo quasi esclusivamente a un Fender Twin.

Insomma, se la vostra missione è di cercare di riprodurre il suono dello zio David e avete in casa un Twin o un Vibroverb o un Pro Reverb o qualcosa di simile, potete risparmiarvi un viaggio.  Sempre ovviamente che non siate della categoria "manicale".

 

Parte 3: il Gilmour sound dei poveri

Ecco, se l'ultima frase della parte due vi ha colto nell'orgoglio, saltate pure a piedi pari questa sezione. Se invece volete stupire i vostri amici collezionisti di "frigoriferi", simpatizzanti di Cornish,  segugi di eBay e seguaci del vintage, ecco qualche consiglio utile su come assemblare un set-up decoroso, accettando qualche compromesso ma evitando di spendere cifre folli.
Primo, fondamentale: fate una scelta. Difficilmente, e solo a costo di grandi sacrifici per le vostre tasche e per le vostre schiene, riprodurre pari pari tutti i suoni da Saucerful of secret a On a island. Perciò decidete qual è il vostro suono preferito, e puntate a quello. Meglio sarebbe scegliere un live come riferimento, anche perché individuare e riprodurre le diavolerie che possono essere state fatte in fase di registrazione, di mix e di editing potrebbe essere un viaggio senza ritorno.
Detto questo passiamo alla lista della spesa.

Chitarre

Salvo sporadici casi in cui ha usato Les Paul, Gretsch, Bill Lawrence o qualche altra cosa strana, ci vuole una strato. Coi single coil. Non necessariamente EMG, dato che quella fu una scelta dettata più che altro da problemi di rumore. Per quanto, e qui voglio proprio andare contro corrente e far storcere il naso ai Fenderisti più puri, secondo me gli EMG suonano comunque bene. In ogni caso un buon set di singoli, non eccessivamente potenti può andar bene. Se poi avete anche una tele in casa tornerà utile per un paio di pezzi. Ma la strato è imprescindibile, meglio quanto più affine a una '54, cioè manico in acero tutt'uno con la tastiera.

Ampli
Qualcosa che suoni bene pulito, che abbia una buon headroom (margine rispetto alla saturazione) di famiglia Fender blackface o di suono affine. Eviterei come la peste i Marshall che sono splendidi per fare un certo tipo di rock ma tendono a suonare sempre uguale a prescindere dai pedali che ci stanno davanti.

Effetti
Compressori
Chiariamo subito che una cosa è un compressore che suona bene, cioè che permette di controllare bene la dinamica del suono, un'altra, completamente diversa, è un compressore per fare suoni gilmoureschi. Lo zio Dave li usa principalmente su parti solistiche con suoni puliti o semi-puliti e l'effetto è solo in minima parte legato alla dinamica, mentre ha un impatto decisivo sulla cosiddetta pasta sonora, sul tono. Il primo solo di Shine on you crazy diamond in tutti i live dagli anni 80 in poi, tanto per capirci. Beh solo col Boss CS-2 si arriva a riprodurre bene quel sound. Dopodiché se valga la pena o no spendere cifre sostanziose (dato che bisogna per forza cercare nell'usato, per giunta di un pezzo "mitizzato") per avere un pedale che va bene solo per fare quello e che come compressore per tutti i giorni è... diciamo opinabile, questo dipende dalle esigenze di ognuno.

Overdrive
Sarebbe bene averne almeno un paio: uno per i suoni poco saturi (assoli centrali di Shine on, assolo di Another brick II) e uno più corposo per certe ritmiche e come boost dei fuzz/distorsori. Mi sento di consigliare, a mio gusto e con un occhio al portafoglio, il Boss OD-3 e un Tubescreamer rispettivamente.
Distorsori
Verrebbe naturale - guardando beninteso da Animals in poi - rispondere un Big Muff. Solo che i Big Muff moderni sono striduli, impastati sui bassi e come tali poco adatti. Bisognerebbe andare sulle vecchie versioni del Big Muff, tipo il ram's head o il triangle, solo che la roba vintage costa. Tanto vale puntare al mercato dei cloni o meglio ancora all'autocostruzione. Nel primo caso cercate su gilmourish.com, nel secondo caso http://www.kitrae.net/music/music.html.
Un buon sostituto può essere il ProCo RAT. Se invece volete le sonorità fino a Wish you were here incluso è meglio puntare sul Dallas Arbiter Fuzz face.

Modulazioni
Un phaser è imprescindibile: il sound di molti pezzi celebri come Breathe, Us and them, Shine on sono legati a questa particolare modulazione. Suggerirei un Univibe o un MXR Phase 90 anche se non ho un gran feeling con quest'ultimo. Poi ci sarebbero l'Electro Harmonix Electric Mistress e il Boss CE-2. Il primo tecnicamente è un flanger ma viene usato con regolazioni tali da farlo molto assomigliare ad un chorus. Il suo sound caratteristico è necessario per riprodurre fedelmente certe sonorità di The Wall. Il CE-2 invece viene spesso aggiunto dopo le distorsioni per modulare un po' il suono e renderlo più avvolgente. Vista la cattiva reperibilità di entrambi (e il Mistress è pure alquanto raro) se utilizzate un comune chorus decente, magari con regolazioni diverse per i due casi, ve la potete cavare.

Delay
E qui pure se ne potrebbe parlare per ore... Diciamo che le domande da farsi sono: utilizzo hobbystico casalingo o da palco? Analogico o digitale (con eventuali emulazioni)? Se suonate solo per voi in casa potrete tranquillamente accettare di piegarvi a girare le manopoline tra un pezzo e l'altro. Pertanto una soluzione di basso costo tipo Boss DD-5/6 o anche Digitech Digidelay per i digitali oppure un analogico a vostra scelta può andare benone. Se avete esigenze da tribute band allora dovete essere in grado di passare da un preset all'altro senza troppi patemi. Perciò o andate di rack, oppure ricorrete a un delay a pedale dotato di un minimo di preset programmabili: Boss DD-20, Line6 DL4, TC Electronics Nova Delay o, al top di gamma, Eventide Time Factor. I nostalgici dei suoni vintage diranno che ci vuole un analogico vecchio stile, come l'Electro Harmonix Memory Man; di fatto il repertorio dei Pink Floyd prevede sia l'uso di delay analogici (si pensi ad esempio al solo di Time o a Echoes) sia di delay digitali (Another brick I, Don't leave me now). Personalmente non amo i delay analogici e ho sempre preferito la praticità di un pedale programmabile, magari sfruttando le simulazioni di suoni analogico/tape, ma come ho detto all'inizio la scelta è essenzialmente legata alle esigenze del singolo.

 

 

Concludo con una doverosa postilla. Per quanto potrete studiare, capire, comprare, assemblare, provare e riprovare nessuno avrà mai la creatività, l'estro e il tocco di David Gilmour. Di questo è bene farsene una ragione.

 

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Commenti

Che dire articolo perfetto e finale ineccepibile!

Per suonare come Gilmour devi essere lui...ma noi poveri mortali possiamo sempre ricavarne fuori delle versioni non male! 

I link che hai aggiunto sono perfetti, già... alcuni di essi sono "troppo esagerati" sull'argomento ma per alcune cose sono molto utili!

Il tuo articolo ha dalla sua parte il fatto che senza scrivere la "Divina Commedia" hai affrontato tutte le questioni principali e importanti per poter un minimo entrare nell'universo di questo mito.

E a mio avviso aggiungo che i distorsori sono importanti assolutamente...ma senza delay con Gilmour non vai da nessuna parte!

Concludo con una doverosa postilla. Per quanto potrete studiare, capire, comprare, assemblare, provare e riprovare nessuno avrà mai la creatività, l'estro e il tocco di David Gilmour. Di questo è bene farsene una ragione.

 

... essì!!! manco fosse il chitarraio dei pink floyd!!

 

dhe a parte la rosicata.. bell'articolo!

tempo addietro girando per internet avevo trovato il blog di "giampaolo noto" mi pare / pareva fatto bene, visto che non è presente tra quelli citati  mi permetto di aggiungerlo, quantomeno per i più pigrerrimi/possessori di multieffetto ha una gran quantità di preset da scaricare .. anzi se ci date un orecchio e mi dite che ne pensate 

Intanto per cominciare, mi tolgo il cappello e mi inchino al grande Alfio... con un certo orgoglio, mi sento di affermare che sia l'articolo sul Gilmour sound più utile mai letto finora: non il più enciclopedico (quantunque, con i link...), non il più "devozionale" (quantunque, conoscendolo...), ma sicuramente il più utile. In senso letterale: roba di cui far uso. E ci sono tanti di quei livelli di uso che pure un profano come me (rispetto a Davidone vostro...) può cavarne qualcosa.

 

Una riflessione, OT ma generata dalla lettura: io il compressore lo uso pochino, e quel poco lo uso per roba funk o pop... a me piace l'effetto "gommoso" dei comp più dozzinali... questo impiego "pastoso"... lumi? Regolazioni, dritte? Eh...?

Anzitutto sono io che mi inchino e ringrazio di aver avuto l'onore di dare un contributo qui, dove c'è gente (Andrea ma non solo) veramente preparata e il livello degli articoli va di conseguenza.

 

Per venire alla tua domanda. Il compressore, questo misterioso... quello che cercavo di spiegare nell'articolo è che il CS-2, sempre nell'esempio del primo solo di Shine on (ma non solo) ha un ruolo - lo dico in modo volutamente provocatorio - da equalizzatore. Insomma il contributo alla dinamica c'è, ma non è accentuatissimo, mentre la risposta in frequenza, con un evidente taglio degli acuti è l'elemento chiave di quel suono insieme a un buon sustain. Ora in condizioni normali un compressore che modifica l'equalizzazione del suono verrebbe da dire che non va: se voglio un equalizzatore compro un equalizzatore. Tuttavia per avere quel suono ci vuole un CS-2. Se invece uno cerca un buon compressore in generale allora è forse l'ultimo che consiglierei!

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