i Meccanismi della Musica: 3 - i NOMI delle NOTE

i Meccanismi della Musica: 3 - i NOMI delle NOTE

Ci prendiamo un attimo un break dalla Tonica e dintorni (ma NON per l'orecchio: continua a cercare la Tonica in ogni singolo brano che ti capita di sentire, e continua a aguzzare l'orecchio per capire se è Maggiore o Minore!!), e proviamo a fare un passo lievemente più “teorico”, ma altrettanto importante: non perché sia “di valore” in sé, quello ormai siamo d'accordo che non ci interessa.

 

 

Ma perché per poter accedere a tutte le informazioni successive (intervalli, accordi, scale, modi...) è indispensabile avere questo sotto controllo.

 

Di che parliamo?

 

Della cosa apparentemente più banale di tutte: i nomi delle note.

 

Sai quand'è che possiamo dire di avere davvero il controllo su qualcosa?

 

 

Quando sappiamo nominarla.

 

Dare un nome alle cose è il primo passo per "possederle".

 

 

Non è un caso che nella bibbia (ma anche in altre tradizioni religiose) l'uomo assuma il controllo sulla natura proprio nel momento in cui dà un nome alle cose che lo circondano.

 

 

Al di là della religione, poi, le neuroscienze e la psicologia cognitiva lo confermano: dare un nome alle cose è essenziale per averne il controllo!

 

 

Del resto è intuitivo: se suono un RE maggiore e poi un RE minore (proprio facili, con la chitarra in stile spiaggia), non c'è nessuno (ma proprio Nessuno!) che non riconosca che sono diversi.

 

 

Qual è allora il problema?

 

Che mentre tutti riconoscono "a orecchio"  che esiste una differenza, praticamente nessuno è in grado di dire in che cosa consista, questa differenza.

 

 

 

A sua volta, questo comporta che il tuo ascoltatore, una volta a casa, non sia in grado di "richiamare" a mente il suono dei due accordi.

 

 

Semplicemente, finché non so dargli un nome, il cervello non ha una "cartella" in cui andare a cercare il file

 

 

E adesso torniamo allo schema in foto.

 

Ok, diciamo “TI” al posto di “SI”: è un espediente che acquisterà senso quando vedremo le note alterate (diesis e bemolle), per il momento ti chiedo di prenderlo per buono.

 

Per il resto, tutto normale.

 

 

***

 

 

OBIETTIVO

 

Saper pronunciare a memoria (e al volo!) tutti i nomi di nota da qualsiasi nota alla sua ottava in senso ascendente (orario) o discendente (antiorario).

 

 

Sembra banale... finché non ti ci metti sul serio!

 

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