Frank Gambale e i siti di streaming

Frank Gambale e i siti di streaming

Venerdì 27 settembre e sabato 28 Frank Gambale, il grande chitarrista fusion australiano noto tra l'altro per essere considerato l'inventore dello sweep picking e per i suoi trascorsi nella Chick Corea Electric Band, ha pubblicato sul suo profilo facebook due diversi interventi in cui spiega perché ha dato mandato alla sua casa discografica, CD baby, di rimuovere tutto il proprio catalogo dai servizi di streaming come Spotify, Rhapsody e Rdio.

 

Nei suoi post Gambale, noto per essere normalmente molto pacato, prende posizione in maniera parecchio decisa contro le politiche di retribuzione degli artisti da parte delle aziende di streaming, argomentando sulla base della sua esperienza personale come artista di caratura internazionale ma pur sempre in una nicchia al di fuori dei numeri del mainstream. 

 

Ecco il primo dei suoi post:

 

Ciao Ragazzi,

ok, penso che tutti voi sappiate che io NON sono il tipo che si mette a fare polemiche... ma oggi ho preso posizione, al fianco di altri Artisti di qualità che hanno fatto e stanno facendo lo stesso. La mia ansia è diretta a compagnie di musica in streaming come Rhapsody (con l'enfasi su "sody" [gioco di parole su uno slang per "stronzetto", ndt]), Rdio e Spotify, per citarne solo qualcuno.

Ho dato mandato a CD baby di rimuovere tutto il mio catalogo di musica da questi siti di streaming. Perché? potreste chiedere, sensatamente!

Se noi come Artisti crediamo che la nostra musica non abbia valore, allora Spotify e cose così sono posti GRANDIOSI su cui mettere la tua musica.

17.000 ascolti di uno dei miei brani su Spotify mi hanno fruttato la faraonica cifra di 15.3 centesimi!!!

Adesso, attenzione ragazzi, io parlo con la gente tutto il tempo e molti di loro dicono di usare Spotify. I consumatori amano questi siti. 10$ al mese di abbonamento, e possono ascoltare tutta la musica che vogliono... completamente inconsapevoli del fatto che i ragazzi che usano Spotify e simili stanno fregando i soldi degli Artisti pagandoli meno delle noccioline... perché io non mi posso permettere di comprare noccioline da mangiare se devo affidarmi alle royalties di Spotify.

Adesso ragazzi, io non sono contrario allo streaming, penso che sia strepitoso, ma in ogni caso io CREDO sia necessario che queste aziende si rendano conto da dove provengono le loro entrate.

Per me è assolutamente spregevole e una scandalosa dimostrazione di avidità e ancora una volta sono gli Artisti a essere fregati. Ragazzi, NOI, come musicisti SIAMO la fonte [di quei guadagni]!! Amiamo quello che facciamo, ma diciamocelo, non siamo enti caritatevoli!

Ecco i fatti:

Compensi da Rhapsody = 0.0091 centesimi per ascolto

Compensi da Rdio = 0.0045 centesimi per ascolto

Compensi da Spotify = da 0.0009 a ZERO (SI, ZERO!!!) centesimi per ascolto!

Questo è quanto, ragazzi. Le radio normali, via etere, pagano grossomodo 10 centesimi a esecuzione... queste web radio devono pagare gli Artisti a un tasso che rifletta RISPETTO per la musica, gli Artisti e i Musicisti che mettono la musica al primo posto. 

 

Ed ecco il secondo post, nel quale fornisce qualche spiegazione in più, dopo il dibattito che si è acceso nei commenti al primo. 

 

Bene, ci sono alcuni punti interessanti da chiarire qui. Ovviamente qualcosa va fatto. Tutto quello che posso fare io è prendere posizione. CDBabt ha tre livelli di distribuzione.

Il livello più alto (a cui ho iniziato a mettere tutta la mia musica da oggi) è distribuito soltanto alle piattaforme che pagano 50 centesimi o più per ciascun download o uso.

Il secondo livello è la distribuzione a qualsiasi sito che paghi, anche se è una quota irrisoria (è qui che stava la maggior parte della mia roba prima, e include la distribuzione a siti di streaming come Rhapsody o Spotify).

Il terzo livello è la distribuzione a chiunque e dovunque, che paghino o no.

Gli argomenti che ho ascoltato fin qui non mi hanno convinto a cambiare opinione al proposito.

Un argomento sul panorama digitale che è cambiato e sui musicisti che devono cambiare di conseguenza è un carico di fesserie!

Non conosco nessuno di più adattabile dei musicisti. Dobbiamo sopravvivere per tutte le nostre vite senza una rete di sicurezza, senza certezze, senza cassa previdenziale, senza assicurazione sulla salute pagata dai datori di lavoro, senza sussidi. Siamo sopravvissuti esclusivamente sulla base dei nostri personali meriti, capacità ed etica del lavoro.

Quando prima ho postato che 17000 ascolti di un brano hanno generato l'enormità di 15 centesimi in royalty, questo NON è la critica, come una persona ha argomentato, del fatto che devi dare alla gente quello che vuole, un ritornello facile, o del fatto che il jazz era il pop di 50 anni fa!! Così si perde completamente di vista il punto centrale. Avere qualcosa come 17000 download al mese per uno soltanto dei miei brani (ne ho pubblicati qualcosa come 250) significa già dare ai ragazzi quello che ovviamente vogliono, ma il punto è: quello è un ritorno adeguato per così tanti ascolti? Io penso di no.
Ragazzi, noi come musicisti ci stiamo dando la zappa sui piedi da soli accettando qualsiasi cosa sotto il livello più alto della distribuzione di CDBaby. Lottare tra di noi per la "visibilità" è la ragione per cui non stiamo andando da nessuna parte su questo fronte. Abbiamo bisogno di costituire un muro compatto.

La verità è che si tratta davvero di una questione morale. Qualcuno ha detto, e io condivido, che è come se potessimo andare al supermercato, riempire il carrello e andarcene senza pagare!! Quanto potrebbero durare i supermercati a quel punto? La proprietà intellettuale è ancora "proprietà"... il che significa che appartiene a qualcuno... e sì, il furto è furto. Se della musica o film o libri vengono ottenuti senza pagare da un sito di file sharing, è FURTO ragazzi. Sì, è FURTO. Ecco perché è una questione morale. Un furto commesso sotto il mantello dell'anonimato in rete resta un FURTO!!

Se avete mai avuto casa vostra svaligiata, potete avere un'idea di come ci si sente a mettere il tuo nome su Google e vedere sotto i tuoi occhi centinaia e centinaia di pagine che hanno TUTTE le tue cose (o i lavori di una vita, o libri o video su cui hai lavorato sodo per anni...) disponibili a costo zero per chiunque li voglia. Pensateci ragazzi!! È un problema morale.

Penso che l'unico sbocco plausibile per questo modello fallimentare di business per la proprietà intellettuale sia, nel futuro, un deciso declino della qualità di musica, film e letteratura in genere. Le persone talentuose decideranno che è molto meglio mettersi a vendere pizza, perché non puoi scaricarti la pizza online... almeno, non ancora.

Le persone devono essere pagate per lavorare, è elementare. Il circolo si è spezzato. Non si tratta di supportare stili di vita lussuosi, si tratta di tirare fuori un compenso decente da un prodotto che ha richiesto una vita per ottenere le abilità necessarie a produrlo.

Questo è tutto ciò che ho da dire su questo. Penso che sia piuttosto chiaro da che parte sto su questo argomento. E, naturalmente, non cambierà niente. Domani è un altro giorno e quella pizzeria sembra sempre di più una buona mossa... ahahah... scherzo, ragazzi.

 

 

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Commenti

Certo, non si può neanche paragonare il ricavo degli ascolti di Spotify (dove 1 play = 1 individuo) con quelli di una radio (dove 1 play = Xmila individui). D'altra parte il problema del finanziamento della musica è reale. Come può guadagnare un musicista per il suo lavoro? Boh...

La butto li.. e se invece i servizi di cui si parla andassero ad erodere le utenze di torrent invece che  i clienti dei negozi di dischi?Allora Frank avrebbe torto ed eliminando il suo catalogo da spotify priverebbe i 'pirati' con una coscienza di una via d'uscita legale tra i 20 euro di un cd ( bel furto anche questo no ?)  e gli 0 euro  di un download. Ci vorrebbe un'analisi di confronto tra i dati di vendita e i download illegali a valle delll'avvento di spotify e soci.

 

Io sono un utente premium di spotify e non uso più torrent per la musica. Ultimo cd acquistato Slash e Myles Kennedy. 

;)

 

PS:

ad esempio:

http://www.digitaltrends.com/music/spotify-linked-to-major-decline-in-music-piracy/

lo studio originale è qui:

http://press.spotify.com/se/2013/07/17/adventures-in-netherlands/

un parere contro:

http://www.spin.com/articles/spotify-piracy-study-festivals-thom-yorke/

 

 

 

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